“Il capitalismo non muore per esaurimento o perchè ha portato a compimento il suo compito storico di classe, può continuare a vivere, come infatti vive, anche se non ha più nulla da dire sotto il profilo economico e di sviluppo sociale e culturale”. Onorato Damen

Petrolio

Gli economisti borghesi sostengono che i prezzi di una merce aumentano o diminuiscono in ragione direttamente proporzionale alla sua domanda e inversamente proporzionale alla sua offerta. E allora perché il prezzo del petrolio sale nonostante, a causa della crisi,  la sua  domanda stia progressivamente diminuendo?

E perché quando, in linea teorica, sarebbe interesse di tutti i paesi consumatori impedire una contrazione dell’offerta si sanziona l’Iran limitandone le esportazioni e si minaccia di attaccarlo militarmente?

Su questo stesso sito, nell’articolo In Iran le prossime pulizie di primavera, abbiamo già esaminato  gli interessi geostrategici che sono in ballo; nell’articolo Il saliscendi del prezzo del petrolio (apparso già  nel giugno del 2006) che ripubblichiamo per la sua stringente attualità, l’attenzione è posta, invece, sui meccanismi di funzionamento del mercato del petrolio e sui nessi che intercorrono fra il suo controllo e lo scontro interimperialistico, nonché sui processi di formazione del suo prezzo e della gigantesca rendita finanziaria che su di esso grava.