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Il Mercato del Merito: Il Calvario dei Precari della scuola nel mondo dominato dalla fabbrica della finanza

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Creato: 03 Maggio 2026 Ultima modifica: 03 Maggio 2026
Scritto da Alessandro Esotico Visite: 297

«Ché da le reni era tornato ’l volto
e in dietro venir li convenia
perché ’l veder dinanzi era lor tolto»
(Inferno, canto XX)

In Italia sono circa 250 mila i lavoratori precari legati al mondo della scuola: parliamo di quasi il 30% dell’intero corpus docenti nazionale¹. Una fetta consistente di lavoratori, costretta a non avere alcuna garanzia per il futuro e impossibilitata a realizzare un progetto di vita, anche a medio termine. Infatti, i precari lavorano solo attraverso il sistema delle supplenze, basato su graduatorie provinciali dalla validità biennale².
Un sistema che è stato puntellato chirurgicamente nel corso degli anni. Il mondo della scuola è una spia interessante della crisi capitalistica italiana. I numeri che seguono sono una fotografia dei meccanismi perversi attraverso cui lo Stato riesce ad estorcere valore, in maniera diretta ed indiretta, ad un numero cospicuo di lavoratori. Costretti in una morsa infernale, dal sapore dantesco, pur di riuscire a sbarcare il lunario.
Parlavamo del sistema delle supplenze. Ma come si accede a queste graduatorie? Il punteggio viene stabilito sommando due fattori: i titoli di servizio e i titoli culturali. E come le vie del Signore sono infinite, così lo sono anche i modi per ottenere questo punteggio. Negli ultimi decenni si è sviluppato un vero e proprio mercato, con un giro di affari di milioni di euro, che poggia sulle spalle dei lavoratori della scuola. Parliamo di enti di formazione, università pubbliche e private, scuole paritarie che si arricchiscono e proliferano. Cercheremo di farci un’idea sommaria del giro d’affari che prolifera rigoglioso divorando famelicamente – come il conte Ugolino – le vite dei malcapitati insegnanti.

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IL KATECHON E LA SUA MERCE

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Creato: 25 Marzo 2026 Ultima modifica: 25 Marzo 2026
Scritto da m.l. Visite: 596

Peter Thiel a Roma, tra Anticristo e razionalità strumentale

 

Tra Intelligenza Artificiale e Anticristo

Peter Thiel è cofondatore di Palantir Technologies, primo finanziatore esterno di Facebook, tra i principali esponenti del trumpismo.: «presidente ombra degli Stati Uniti», secondo alcune voci¹. Il suo arrivo a Roma, nel cuore della cristianità latina, con il nuovo Papa ritenuto non meno «woke»² di Bergoglio, per tenere un ciclo di conferenze private sull’Anticristo, non poteva non attirare l’attenzione dei media e della politica. Conferenze tenute a porte chiuse, con il divieto di registrarle e persino di prendere appunti. A promuovere l’iniziativa figura l’associazione culturale Vincenzo Gioberti di Brescia, grottescamente dedita alla «restaurazione del Cattolicesimo come fulcro dell’identità nazionale», da «accompagnare al rinvigorimento dei territori, cuore pulsante della storia, della geografia e della cultura italiane, [...] ripensando l’Italia come una vera federazione di genti caratterizzate da un’unità spirituale», sì da smarcarsi «definitivamente da vicende e riferimenti ormai consegnati al passato – il Risorgimento, il Fascismo, la guerra civile», per aiutare «il Paese che conosciamo oggi a proiettarsi verso il futuro e ad essere più consapevole della sua diversità interna e, dunque, della sua forza a livello globale»³. L’evento segue altri seminari su tali questioni, organizzati da realtà della destra cristiana e nazionalista in vari Paesi.

Può far sorridere o destare un senso di inquietudine leggere i motivi dell’organizzazione dell’evento, nel Comunicato stampa del direttivo dell’associazione:

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Referendum: Stato arbitro della lotta di classe e crisi del capitalismo

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Creato: 18 Marzo 2026 Ultima modifica: 19 Marzo 2026
Scritto da Egidio Zaccaria Visite: 292

La battaglia politica apertasi, in Italia, in vista dell’appuntamento referendario di fine marzo ‘26, oltre il merito dei quesiti, pone immediatamente quelle questioni ideologiche sullo Stato e sulla dialettica dei suoi poteri che non possono essere tralasciate dalla nostra critica. Lo Stato al servizio del cittadino ed espressione della volontà del popolo rappresentano una doppia menzogna da un punto di vista materialistico e classista; popolo e cittadino non hanno alcun significato sociale fuori da quel collocamento di classe tanto osteggiato dalla narrazione interclassista, a destra come a sinistra, che è anche base teorica che fa il salto di qualità nella prospettiva dello Stato come regolatore del conflitto sociale o, come diremmo noi nel declinare la seconda menzogna, come arbitro della lotta di classe. Ha gioco facile, a questo punto, indugiare sulla tutela di una “giusta” dialettica tra i poteri.

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E dopo il Venezuela e l'Iran? Ancora guerra e soltanto guerra

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Creato: 15 Marzo 2026 Ultima modifica: 15 Marzo 2026
Scritto da Giorgio Paolucci Visite: 336

A discapito del proletariato costretto a farsi bestiame da sfruttare 24 ore su 24, quando non mera carne da cannoni

E così dopo il Venezuela è toccato all’Iran. Trump ha giustificato questa ennesima aggressione come necessaria per evitare che l’Iran si dotasse dell’arma nucleare e di missili a lungo raggio con cui, poi, avrebbe potuto attaccare Israele e perfino gli Stati Uniti. Insomma, un’azione di difesa preventiva, necessaria anche per liberare il popolo iraniano dalla soffocante dittatura degli ayatollah. Intanto se ne fa strage. Solo nel primo giorno di guerra sono state diverse centinaia le vittime civili dei bombardamenti di cui circa 200 studentesse di una scuola primaria. In realtà, soltanto chi ha fatto della sottomissione al più forte e alla logica del profitto la ragione del proprio impegno civile e politico poteva credere al racconto trumpiano, visto che soltanto pochi giorni prima dell’attacco anche la Cia aveva escluso che l’Iran potesse dotarsi a breve termine sia dell’arma nucleare sia di missili a lungo raggio.
Mentono perché devono occultare che la società capitalistica è giunta ormai a uno stadio in cui, per dirla con Onorato Damen: “non ha più nulla da dire sotto il profilo economico, di sviluppo sociale e culturale” e che ormai la guerra costituisce una sua condizione esistenziale al pari dello sfruttamento della forza-lavoro.
Vale per tutto il sistema capitalistico e in particolare per gli Stati Uniti che ne rappresentano la punta più avanzata.

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Si intensifica lo scontro interimperialistico tra Usa e Cina

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Creato: 26 Febbraio 2026 Ultima modifica: 26 Febbraio 2026
Scritto da Germanà Carmelo Visite: 438

Le provocazioni di Trump sono il sintomo della crisi dell’America, la Cina ne prende atto e risponde senza clamore ma con i fatti

L’aggressività a trecento sessanta gradi dell’imperialismo americano fa passare piccoli e indifesi i suoi concorrenti. In realtà, al di là delle apparenze, al declino del capitalismo statunitense corrisponde l’avanzata di altre potenze in ascesa e della Cina in particolare. Le dinamiche che caratterizzano il movimento dei due maggiori capitalismi del pianeta si presentano con caratteristiche differenti nella forma ma identiche nella sostanza, cioè nell’obiettivo di sostenere il proprio processo di accumulazione del capitale con ogni mezzo, o meglio con gli strumenti che ognuno ha a disposizione nell’attuale contesto storico.
Se gli Stati Uniti d’America rappresentano il capitalismo maturo emblema del mondo occidentale, dall’altra parte la veloce e dirompente ascesa della Cina simboleggia un capitalismo il cui processo di accumulazione originario ha avuto luogo tardivamente e in tempi più recenti. La conseguenza di questi fattori determinanti sono la causa di quanto è sotto gli occhi di tutti: l’involuzione della prima potenza imperialista le cui contraddizioni sono venute a maturazione nel corso del suo lungo periodo di supremazia e di gestazione della crisi; di contro, l’emergente forza del Celeste Impero che punta a contenderne la supremazia. Ma che comunque, come è insito nel capitalismo, non mancherà in futuro di manifestare le stesse contraddizioni di crisi, che peraltro già ora si avvertono.

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Altri articoli...

  1. Un decreto dopo l’altro: sempre più sicurezza... per il capitalismo
  2. L'opera-vita di Antonio Gramsci
  3. L’America contro tutti e più di tutti contro l’Europa
  4. Sulle rivolte in Iran

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